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Tempi Duri.Eu

Finalmente dopo varie peripezie personali che mi hanno costretto a recensire questo lavoro mi accingo volentieri a scrive le classiche quattro righe che letteralmente speriamo non siano tali.I Boxes toscani delle lande empolesi sono musicisti giovani ed intraprendenti , che arrivano a pubblicare il loro nuovo lavoro “Swinging is nothing” dopo circa un paio d’anni dal precedente disco (che non ho avuto il piacere di ascoltare)ma questa  affidano  le loro fortune ad un sei tracce  trattasi quindi di un classicissimo EP.La scelta visto la distanza temporale dei due lavori, è opinabile in quanto ci sarebbe stato tutto il tempo per comporre canzoni che formassero un intero lavoro se vogliamo fatto di 10 canzoni più che sufficienti per definire full lenght la propria creazione ma tant’è che quello che abbiamo per la mani è un lavoro che si compone di sei tracce  realizzato con il giusto piglio professionale ,che ci permette di apprezzare la musica  dei Boxes nel modo migliore .

La musica che propone il quartetto toscano è un miscuglio fatto di una spruzzata di grunge una buona dose di funk ed abbondante pop melodico, il tutto suonato con buona tecnica e capacità interpretativa.I Boxes per come suonano e per come hanno  prodotto il disco ,  ci fanno tornare  indietro nel tempo, collocandosi negli anni settanta e la musica  dei toscani ci fa assaporare quel periodo  in cui il funk era predominato dai suoni elettrici con la ritmica della chitarra in prima linea, ed proprio così che dobbiamo intendere i sei brani che fanno parte di Swinging…anche se qui anche il basso ha la sua preponderanza. Vocalmente il cantante Paolo Brandini pur possedendo una buona intonazione non riesce a farmi emozionare più di tanto e la sua interpretazione a volte cade nello scolastico e il suo timbro non da il giusto calore alla sua voce.

Inoltre anche la batteria fa la sua figura essendo Francesco Corsi un batterista duttile quadrato e dannatamente preciso. La scaletta del disco sapientemente calibrata ci permette di arrivare alla fine avendo una sua varietà di emozioni ed il rock dell’opener di “I’m just looking at” si alterna con le ballad “Lara” e “Graffiti” mentre la chiusura affidata a ”All is Still”ci consegno un lavoro assolutamente degno di nota .forse attualmente i boxes sono fuori dal mercato odierno nel senso più lato del termine , essendo la loro musica “antica”però questo a mio avviso non è disdicevole anzi .

 

Stefano Bonelli

 

01.I’m Just looking at

02.Lara

03.Graffiti

04.Swinging is nothing

05.A million Thoughts

06.All is still

 

Paolo Brandani – vocals

Francesco Pucci –guitar

Mirko Catalano – bass

Francesco Corsi – drums

BOXES – Swinging In Nothing (EP) by Otternative

I Boxes sono una band toscana nata nel 2013, composta da Paolo Brandani (voce), Francesco Pucci (chitarra), Daniele Bianconi (basso) e Marco Chichi (batteria). La loro carriera musicale conta due lavori, l’ultimo dei quali si intitola Swinging In Nothing, uscito l’11 maggio con l’etichetta indipendente (R)esistoL’EP si compone di sei tracce, che mescolano sonorità pop al rock e al funk, con una leggerezza che non stona con la vena malinconica che lega le tematiche trattate.

La prima impressione che ho avuto all’attacco della prima traccia, I’m Just Looking At, è stata quella di un déjà vu, o meglio, di un déjà entendu; il riff di chitarra mi ha infatti ricordato l’inconfondibile attacco di Smells Like Teen Spirits. Purtroppo o per fortuna è una sensazione che dura poco, perché la traccia si differenzia molto da quella dei Nirvana, procedendo per una strada più pop che grunge.
Quella stessa sensazione, tuttavia, riemerge in più momenti durante l’ascolto dell’EP, al cui termine ci ha lasciati con la convinzione che i Boxes non abbiano prodotto nulla di nuovo. Il che non è necessariamente un male: si percepisce un sapore anni ’90 che non dispiace, e che mi ha riportato alla mente alcune ballate di Michael Jackson e i primi lavori della nostrana Elisa, i più sperimentali e originali, soprattutto nel cantato di Paolo Brandani.

Swinging In Nothing è in effetti un oscillare nel nulla, inteso come il vuoto di certe domeniche pomeriggio in cui non si sa bene cosa fare, dove andare, chi chiamare. Un disco che sa di parole non dette, di cose non fatte, di attese durante le quali le ombre che si allungano sulle pareti al calare del sole diventando improvvisamente entità senzienti. Entità che ci fanno domande a cui non sempre vogliamo o possiamo rispondere.

In conclusione, l’ultimo lavoro dei Boxes non spicca in quanto a ricercatezza e originalità, ma rappresenta una buona colonna sonora per quei momenti di riflessione e indecisione che tutti viviamo in certe fasi della nostra vita.

 

BOXES

Swinging In Nothing

11 maggio 2018

(R)esisto

 

Boxes – Swinging In Nothing

Boxes – Swinging In Nothing

 

Boxes - Swinging Is NothingI Boxes ritornano, dopo quell’album d’esordio che avevamo messo sotto la nostra lente di ingrandimento a questa pagina. Tornano con un EP di sei brani che sfiorano il pop rock cercando di darne, in misura diversa, concretezza e spessore. In I‘m Just Looking At ad esempio ci riescono bene, inserendo un sapore funky in un riquadro che sa molto di radio americane e di produzioni di alto livello, nella titletrack invece la sei corde acquisisce cattiveria e nella strofa abbraccia un rock più incisivo per poi abbandonarsi ad una certa eleganza soft nel ritornello; ricetta quest’ultima seguita anche in All Is Still. Questi sono sicuramente i momenti più interessanti dell’EP. Non mancano spesso aperture melodiche che aprono a nuove opportunità d’ascolto pur risultando tutto sommato delle soluzioni piacevoli anche per chi non apprezza il genere. Unica eccezione è Lara: un brano che cede troppo all’ambiente pop ed un brano nel quale avremo preferisco un diverso equilibrio tra i diversi suoni ed effetti (l’intro e la scelta produttiva della chitarra sono decisamente migliorabili).

Come in passato, nonostante qualche cambio in line-up, i Boxes non hanno puntato su un unico contesto musicale ma cercano di personalizzare la propria offerta cercando di renderla originale, sforzo che apprezziamo anche per un risultato complessivo tutto sommato buono, seppur non sia chiarissima la direzione artistica del combo. Un tentativo questo Swinging Is Nothing nel trovare la giusta identità futura della band; la strada giusta si intravede e i ragazzi sono vicini dal percorrerla.

By Marcello Zinno

Autore: Boxes

Titolo Album: Swinging Is Nothing

Anno: 2018

Casa Discografica: (R)esisto

Genere musicale: Rock

Voto: s.v.

Tipo: EP

Sito web: http://www.boxesband.wordpress.com

Membri band:

Paolo Brandani – voce

Francesco Pucci – chitarra

Mirko Catalano – basso

Francesco Corsi – batteria

Tracklist:

  1. Graffiti

  2. I’m Just Looking At

  3. Lara

  4. Swinging Is Nothing

  5. A Million Thoughts

  6. All Is Still

Swinging in nothing: da Empoli il pop rock dei Boxes

“Oscillare nel vuoto”, come quando tutto ciò in cui crediamo vacilla e ciò che ci circonda cambia completamente di significato, oscillando come un pendolo in una transizione fra un capitolo chiuso e un altro capitolo della nostra vita ancora tutto da scrivere.

Questo è il tema conduttore del nuovo singolo dei Boxes, I’m just looking at, inserito all’interno del loro nuovo EP, Swinging in Nothing, uscito l’11 maggio per l’etichetta indipendente (R)esisto di Ferrara.L’ep è composto da 6 brani (I’m just looking at; Lara; Graffiti; Swinging in Nothing; A Million Thoughts; All is Still)

Il brano tratta il tema della ferita d’amore e dei mutamenti che questo stato d’animo provoca nella nostra psiche e nei nostri schemi mentali, stravolgendo completamente i significati che attribuiamo alle cose e al mondo circostante. Il cambiamento nel nostro punto di vista sulle cose ci porta ad una migliore conoscenza di noi stessi e di quelle che sono le nostre vere necessità.

Boxes: una breve storia

I Boxes nascono nell’ottobre 2013 da un’idea di Francesco Pucci. La formazione originale è composta da quattro elementi: Paolo Brandani (voce), Francesco Pucci (chitarra), Daniele Bianconi (basso) e Marco Chichi (batteria).

Nel dicembre 2014 incidono il loro primo disco: “BOXES“, luogo d’incontro di diversi generi musicali che si incrociano fra loro, reso compatto da semplici melodie pop. Il loro primo disco viene promosso dall’etichetta indipendente ferrarese (R)esisto, che lancia un nuovo singolo e un nuovo video: “I’ll take you there“.

Nel 2016 Daniele Bianconi e Marco Chichi lasciano il gruppo, e vengono sostituiti da Mirko Catalano al basso e da Francesco Corsi alla batteria. I nuovi innesti portano ad un cambio di sonorità, che culmina con la produzione del loro ultimo lavoro, l’ep Swinging in nothing.

Swinging in Nothing: durezza rock, orecchiabilità pop

Gli sforzi e il lavoro dei nostri hanno portato ad un’opera contraddistinta da una sapiente e ben bilanciata miscela di diversi generi musicali, che trovano nelle melodie pop il giusto collante in grado di garantire la giusta orecchiabilità, piacevolezza e il giusto coinvolgimento ai brani.

Immediatezza e introspezione: parole chiave nella composizione e dei testi

Rispetto al precedente lavoro,  la composizione dei brani ha puntato maggiormente sull’immediatezza, sull’introspezione e meno sulla tecnica. Le atmosfere si fanno più malinconiche e i suoni più aggressivi, facendo emergere la loro vena rock (in particolare le chitarre distorte e i piatti della batteria dai timbri piuttosto squillanti e presenti).

Tempo, attesa e speranza in un futuro diverso: il pendolo continua a scorrere

I temi affrontati in questo lavoro sono essenzialmente quelli della speranza, dell’attesa e del passare del tempo senza che nella nostra vita avvenga nulla di significativo e di rilevante. Il dondolare nel vuoto come fase transitoria in cui ci lasciamo il passato alle spalle e attendiamo di percorrere un nuovo sentiero, osservando nel frattempo i cambiamenti e le trasformazioni che avvengono intorno e dentro di noi.

Un pop-rock fatto come si deve

Tirando le somme, trovo questo ep molto gradevole, orecchiabile e piacevole da ascoltare; c’è un giusto bilanciamento fra l’immediatezza e il coinvolgimento delle melodie pop con le sonorità più grezze e taglienti del rock, date in particolare dalle chitarre e dalla batteria, unite alla voce morbida ed espressiva di Paolo Brandani, ben amalgamata con gli altri strumenti, conferendo un atmosfera più calda, intima ed introspettiva ai brani. Bravi Boxes!

 

Scritto da il

RECENSIONE SU MUSIC MAP

BOXES  “Swinging in nothing”
   (2018 )

A poco più di due anni dalla pubblicazione dell’omonimo disco di debutto, sono tornati i Boxes, band empolese che, da allora, ha cambiato per due terzi la propria formazione. “Swinging In Nothing” è il nuovo EP, include sei brani e apporta qualche variazione anche in un sound che ora privilegia melodie e ritmiche d’impatto alla tecnica vera e propria. Al netto di un approccio diverso e di atmosfere tendenzialmente più malinconiche, “Swinging In Nothing”, come “Boxes”, sintetizza pop e rock in varie sfumature per costruire pezzi che funzionino sin dal primo ascolto, e l’obiettivo può dirsi complessivamente raggiunto. “I’m Just Looking At” apre il nuovo lavoro dei Boxes fra guizzi grunge e leggere strutture rock che rivelano grande attenzione per la melodia, poi arrivano due deliziose ballate dal sapore british (“Lara” e “Graffiti”). A confermare la grande duttilità del trio toscano c’è la titletrack, che scorre su binari pop ma non cela la propria dolcissima ispirazione blues, prima della parentesi nostalgica e introspettiva di “A Million Thoughts”, e della chiosa rock energica e muscolare con “All Is Still”. Alla bontà di un sound che non esige di essere complesso ma funziona bene vanno uniti testi ispirati che parlano dello scorrere del tempo e del senso d’attesa, dimostrando la validità di un prodotto che, pur essendo breve, convince. (Piergiuseppe Lippolis)

RECENSIONE – L’ISOLA CHE NON C’ERA

Boxes

Swinging in nothing

Non siamo in terra d’Albione e né nella Grande Mela ma in Toscana degli empolesi Boxes, eppure si respira internazionalità nel nuovo e.p. Swinging in nothing con 6 pezzi per un timing di 22 minuti spesi benissimo. E’ un lavoro che si snoda su rotaie stilistiche multicolor e spiazzerà tutti i scettici che credono ancora che in Italia non si possa produrre, più di tanto, musica di spessore. Ma quando, lor signori, s’accorgeranno che la miscela dei Boxes è un distillato di pop-rock con raffinate zeppe di grunge, prog e blues, allora si ricrederanno alla svelta.

La prima mescita è I’m just looking at, con l’intro grunge di stampo Nirvaniano e corporatura rock saltellante che rende felice l’orecchio con volture pop non dozzinali, portando con orgoglio l’onore dell’investitura a singolo di punta. In Lara la vocalità di Paolo Brindani indossa un doppio petto accorato/carezzevole, con pause che danno al brano eleganza e assenza di monotonia. Con Graffiti e A million thoughts si inalano retaggi di ballate Genesisiane in stile Hold on my heart e l’esecuzione tocca le corde emotive con finissimi arpeggi acustici di Francesco Pucci che  trascinano in lande immaginifiche.

Tra grinta e melanconia i Boxes non fanno mai presagire che direzione prenderà ogni brano: ti sembra rock ma con improvvise sterzate ostentano dolcezza e tutto ciò è una  manna per chi li ascolta.  D’altronde, non potrebbero appesantire, solo con forti sonorità, tematiche che già, di per sé, fan tanto riflettere a cominciare dalla spietatezza del tempo che fagocita tutto lasciando polveroni nel nulla e pochi brandelli di sostanza. La title-track è il nucleo di quanto detto, svelando un duplice aspetto, reattivo e riflessivo con stesure fantasiose e diversificate. In chiusura, ti spiazzano nuovamente con il verace rock-blues di All is still forgiato con opportuni break delicati per attecchire facilmente ed azzerare rischi di routine. Guardate la copertina e salite presto sull’altalena di Swinging in nothing per gongolarvi nelle sue oscillazioni: all’indietro, sarà quel tuffo nel passato che fa prendere la rincorsa verso quel movimento opposto che porterà a spiccare un volo nel cielo dei Boxes.